Checklist di autocontrollo per la tutela dei lavoratori aggiornata 2022

A disposizione il nuovo protocollo anti-COVID versione 2022 in formato checklist editabile, così da poter inserire gli aggiornamenti previsti dal Datore di Lavoro per la gestione della pandemia in azienda.
Si riporta a seguire uno spunto di riflessione dalla prospettiva professionale nell’ambito della sicurezza e salute nei luoghi, nella speranza che possa essere una buona partenza per ogni azienda nella rielaborazione del proprio protocollo anti-contagio.

In assenza di una legge vincolante com’era quella di riferimento in periodo emergenziale, la linea del nuovo protocollo assume una caratteristica di volontarietà con applicazioni specifiche a discrezione del DL in associazione ad RSPP, MC e RLS, dando ampio valore all’autodeterminazione dei lavoratori, nel tentativo di responsabilizzarli ulteriormente nei confronti della loro ed altrui sicurezza e salute nel luogo di lavoro.

Nella prospettiva di operare prevenzione e protezione è doveroso porre l’attenzione e riflettere su quanto queste nuove indicazioni, che trovano obbligatorietà ancora solo in alcuni settori specifici (quello sanitario o dei trasporti pubblici sono due esempi), risultino inevitabilmente ridotte e con un risultato futuro che già è evidente dalle ultime settimane, ossia un ulteriore incremento della circolazione virale e quindi dell’infezione.

Al 07 luglio i contagi sono aumentati del 55% in una settimana, incrementando in maniera consecutiva da 21 giorni, così come per i casi reinfezione, quindi i soggetti che già si erano ammalati ed erano guariti, ma che poi contraggono di nuovo l’infezione.
Anche la minimizzazione del quadro ospedaliero è un errore, poichè come i due anni pandemici hanno insegnato, l’occupazione dei posti letto è destinata ad aumentare, sia nei reparti di ricovero “semplice” che in quello di terapia intensiva. Questa fase di crescita esponenziale non contabilizza poi il sommerso (i positivi non dichiarati), che avrà grande impatto sulle strutture sanitarie.

E’ quindi necessario agire su due fronti, che sono i medesimi più volte analizzati, ossia procedere con le vaccinazioni ed adottare le mascherine in tutte quelle situazione di potenziale aumento dell’esposizione e quindi al chiuso, nei luoghi affollati anche all’aperto e comunque ove ci sia poca ventilazione.
Ad oggi infatti, la mascherina ed il distanziamento rimangono gli strumenti più efficaci a che ognuno possiede per arginare il dilagare del virus.

Nuovo protocollo anti-COVID del 30 giugno 2022

Approvato il nuovo documento di gestione della pandemia, un documento più snello che non significa però un totale decadimento delle misure di prevenzione e protezione, anche alla luce della recente impennata dei contagi causata dell’elevata virulenza delle ultime varianti di SARS-CoV-2 in circolazione.

L’allentamento delle regole tiene conto dell’andamento della pandemia, che però è ancora presente ed ha fatto aumentare vertiginosamente i nuovi casi postivi in maniera costante nelle ultime 4 settimane. Pertanto, anche se è evidente che l’emergenza pare essere effettivamente finita, con gli ospedali sull’intero territorio non più in sofferenza, è altrettanto chiaro che l’infezione corre ancora.
Nonostante ciò i luoghi di lavoro rimangono tra gli ambienti più sicuri (la maggior parte delle infezioni sono contratte attraverso attività extra-lavorative e all’interno del nucleo famigliare) proprio in virtù della mantenuta applicazione dei protocolli, che vedono nella nuova stesura del testo un alleggerimento regolamentare, ma che comunque mantiene alcuni punti fissi come pulizia, igiene delle mani ed importanza delle mascherine.

I punti principali

  1. Le aziende, quindi i DL, aggiornano i propri protocolli interni, che possono essere integrati con altre misure più incisive secondo la peculiarità della propria organizzazione rispetto a quelle indicate nel testo;
  2. da rinnovare l’informazione a tutti i lavoratori in merito a:
    • divieto d’ingresso/permanenza in azienda laddove siano presenti segni (febbre) e sintomi (influenzali) riconducibili a COVID-19;
    • rispetto delle disposizione del DL e dell’ASL;
    • comunicare l’insorgenza di qualsiasi sintomo durante lo svolgimento dell’attività lavorativa;
  3. il rientro in azienda dopo positività a tampone rimane invariato e quindi a seguito di tampone negativo seguendo le indicazioni fornite dal proprio medico di base e/o dall’ASL di competenza;
  4. deve essere garantita la pulizia giornaliera, in particolar modo degli ambienti a più alto rischio come spogliatoi, mense, zone ristoro e bagni, mentre la sanificazione può essere decisa con periodicità diversa. La sanificazione è invece necessaria a seguito della rilevazione di un lavoratore positivo in un determinato locale;
  5. l’igiene delle mani deve essere garantita pertanto rimane obbligatoria la presenza di postazioni con gel disinfettante al bisogno;
  6. l’indicazione delle mascherine passa da obbligo a FORTE RACCOMANDAZIONE, anche se non vengono più menzionate le chirurgiche, ma solo le FFP2 a causa dell’aumento dei casi e dell’elevate virulenza delle nuove varianti. Soprattutto nei luoghi chiusi, spazi condivisi o dove non sia garantito il distanziamento personale di 1 metro devono quindi essere messe a disposizione così che i dipendenti possano fruirne.
    Al DL in concerto con il medico competente o il RSPP è poi concessa l’individuazione di gruppi di lavoratori a cui fornire tali DPI, sulla base delle specifiche mansioni e dei diversi contesti lavorativi, che saranno quindi obbligatori facendo particolare attenzione ai soggetti fragili.
  7. L’accesso agli spazi comuni RIMANE CONTINGENTATO.

Si veda a seguire documento integrale. Per completezza, rimandiamo anche al link del Ministero del Lavoro in merito all’argomento.

https://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/Comunicati/Pagine/Covid-19-accordo-su-aggiornamento-Protocollo-salute-e-sicurezza-sui-luoghi-di-lavoro.aspx